Indispensabile
19/01/2021

Ogni qualvolta si parla di integratori alimentari la domanda sorge spontanea: quali sono le differenze rispetto ad un farmaco?

Ebbene, la risposta è molto complessa, in quanto stiamo parlando di due categorie di prodotti estremamente eterogenee e vaste. Dunque, in alcuni casi le differenze possono essere molte mentre in altri casi minime, ma proviamo ad entrare più nel dettaglio della questione.

La principale differenza esistente è l’inquadramento normativo in cui vengono collocati i prodotti che, per quanto riguarda il farmaco, comporta un iter estremamente lungo di sviluppo e di produzione di studi volti a valutarne la sicurezza e l’efficacia, mentre, per quanto concerne l’immissione in commercio di un integratore alimentare, comporta una procedura più snella e veloce.

Tuttavia, non viene quasi mai considerato il fatto che le sostanze ammesse negli integratori alimentari sono tali in quanto l’uso comune per decenni in una determinata area geografica ne garantisce la sicurezza.

È indiscutibile il fatto che gli studi di efficacia di una determinata sostanza farmaceutica sono obbligatoriamente più completi e che i due mondi, quello degli integratori e quello dei farmaci, risultano molto distanti. Ma è anche vero che anche nel mercato nutraceutico sono sempre più gli studi scientifici di efficacia che stanno proliferando, specialmente negli ultimi anni.

Una grande fetta di prodotti appartenente al mondo degli integratori è più affine agli alimenti che ai farmaci; infatti, tali sostanze, solitamente macronutrienti, vengono assunte in caso di carenze dovute a diete sregolate o a leggeri disturbi metabolici. Tuttavia, l’insieme di sostanze afferenti all’insieme dei micronutrienti possono, talvolta, essere simili o addirittura coincidere con sostante farmaceutiche.

È il caso ad esempio della Vitamina D3, dell’acido folico, del glutatione ridotto e di molti altri principi attivi: in questi casi la stessa molecola può appartenere sia alla classe dei farmaci sia a quella degli integratori. Ciò che ne determina la categoria sono ad esempio il dosaggio o la forma farmaceutica e, quindi, la modalità d’uso.

Risulta evidente che, in questo caso, trovare differenze in termini di efficacia assoluta non ha alcun senso.

Quindi, tornando al quesito iniziale, risulta chiaro come una risposta univoca non ci sia ma, a seconda dei casi, i due mondi possono essere estremamente vicini o lontani. Facendosi aiutare da professionisti del settore si riesce a districarsi meglio in questo tema non poco intricato ma molto affascinante.

 Dr. Enrico Casari Bariani